Nella mia mente, mi sento vicino nel modo di pensare ai pittori post-impressionisti della fine del XIX secolo. Mi piacciono molto i soggetti scelti dai francesi, ma preferisco i colori dei tedeschi e lo stile di disegno più naïf dell’Europa orientale di quell’epoca. Esploro i medium del post-impressionismo e dell’espressionismo europeo. Il passaggio dal disegno alla pittura a olio è stato semplice. In studio, dopo aver dipinto, spesso sento il desiderio di modellare o scolpire soggetti che trovo più interessanti delle mie tele. La mia ricerca pittorica si basa principalmente sulla relazione tra decorazione e decadimento, ma cerco di mantenere un dialogo costante con le persone a me vicine per approfondire ciò che rappresento. Fondamentalmente, non credo esista una ricerca metodologica reale e rigorosa. Spesso nasce da scene che fotografo, soggetti che mi colpiscono per la loro stratificazione culturale e il loro carattere folkloristico. Attraverso il disegno, combino persone e luoghi, congelandoli in una scena carnevalesca che esiste grazie alle mie esperienze. Non mi do limiti di tempo per una tela, e dipende soprattutto dalle dimensioni. Capisco che è finita quando la composizione mi appare densa e armoniosa.