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Arianna Gobbi, Selfportrait, 2019

L’opera rappresenta un autoritratto in cui i lineamenti del volto sono riconoscibili seppur in parte nascosti da una maschera, l’intenzione è sempre quella di celare la vera identità del soggetto raffigurato impedendo all’osservatore di raggiungerlo in una dimensione più intima ma consentendogli contemporaneamente un’interpretazione personale. La porzione inferiore della tela è volutamente non dipinta suggerendo una sensazione di incompletezza, di pelle nuda e permettendo al volto di emergere come unico protagonista. L’autoritratto diventa così un mezzo e non un fine, un modo per conoscersi e per guardarsi più che per raccontarsi, uno sguardo cieco, ambiguo, mai definito ma in continua evoluzione.