In Roadside Picnic il quotidiano assume la forma di una scena sospesa tra rituale, gioco e rappresentazione teatrale. Piccole figure, oggetti, gesti e frammenti convivono all’interno di uno spazio costruito, dove gli elementi esistono in relazioni precise tra loro, pur senza avere un unico significato fisso. Mi interessa utilizzare oggetti semplici e familiari — giocattoli, tessuti, fiori, elementi decorativi — spostandone il significato abituale e costruendo tra loro nuove relazioni. In questo lavoro la sfera da discoteca richiama contemporaneamente l’immagine della stella, del pianeta e della luce artificiale, sovrapponendo diversi livelli di significato e introducendo nello spazio una sensazione di instabilità e tensione. Il giglio rimanda all’iconografia classica dell’Annunciazione, mentre lo spazio stesso del dipinto è basato sull’interno reale di una chiesa. La luce ha un ruolo importante all’interno dell’opera: contribuisce a creare l’atmosfera della scena e a mantenere una tensione sottile tra gli elementi. Anche ciò che può sembrare casuale è in realtà costruito con precisione attraverso distanza, scala, gesto e posizione nello spazio.