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Sebastiano Sofia, That night you shattered in my bed, moon, 2026

L’opera esplora il desiderio di sottrarsi alla realtà attraverso una dimensione sospesa tra sonno, sogno e dissoluzione. La figura distesa appare fragile e indefinita, immersa in uno spazio emotivo in cui il corpo sembra emergere e scomparire allo stesso tempo. Attraverso velature, segni e cancellazioni, la pittura costruisce un’immagine instabile, quasi consumata dalla luce e dal colore. L’opera nasce da una riflessione personale sul desiderio di rimanere nel sogno piuttosto che affrontare il peso del reale. Non racconta una storia precisa, ma cerca di evocare uno stato interiore ambiguo e universale, lasciando allo spettatore la libertà di interpretare ciò che sta osservando. I miei soggetti ricorrenti nascono da immagini interiori, sogni, paure e ricordi personali. Dipingo spesso figure isolate, animali, paesaggi e corpi sospesi perché li considero simboli di stati emotivi e trasformazioni interiori. La mia pittura funziona come un diario visivo, in cui ciò che osservo viene trasformato attraverso la memoria e l’emotività.