La pratica di Alice Faloretti indaga il rapporto tra l’essere umano e l’ambiente naturale attraverso un confronto reciproco, approfondito mediante l’esplorazione del paesaggio e l’osservazione delle sue trasformazioni nel corso del tempo. I molteplici aspetti dello spazio naturale e di quello antropizzato, diventano nel suo lavoro gli elementi principali con cui costruire, connettere e rielaborare le diverse realtà, intrecciando episodi di vita personale e collettiva, atmosfere ataviche e postumane, dimensioni concrete e immaginarie. Il linguaggio pittorico che utilizza è fluido e ricco di variazioni imprevedibili da cui il dato reale talvolta emerge per poi inabissarsi immediatamente, evocando terre sconosciute e allo stesso tempo intime, in cui le tracce dell’umano sono intrinsecamente presenti anche se non sempre visibili.