Nella mia ricerca indago il paesaggio dal punto di vista della percezione: sia a livello fisico e fisiologico, sia a livello culturale, ossia come la cultura occidentale, in particolare, ha determinato e costruito un’idea precisa di paesaggio. Un passo fondamentale avviene nell’approfondimento e studio dell'antico legame tra cartografia e pittura, nei loro intrecci, non dimenticando le funzioni culturali, sociali e politiche delle mappe. Ne conseguono ulteriori riflessioni riguardo lo statuto di mappa, la sua funzione o perdita di funzione, l’idea di mappa-reliquia, che applico nella raffigurazione di una cartografia sentimentale in continuo mutamento. Da qui la necessità naturale di tradurre il lavoro di studio in percorso attivo nello spazio attraverso il rapporto e lo scambio diretto con il paesaggio. Il camminare come pratica estetica è parte essenziale della mia ricerca, l'esperienza del movimento e il corpo che diventa unità di misura dello spazio/tempo. L'atto stesso di camminare, diventa tangibile ricerca attraverso i propri passi.