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Giuditta Branconi, Palla di gomma, 2025

La ricerca di Giuditta Branconi prende forma da quello che lei stessa definisce un “feticismo per le immagini”. Le forme che Giuditta presenta traggono ispirazione dall’immaginario profondo e caotico del WWW al quale l’artista si approccia mediante uno sguardo idiota, positivamente buono e dal quale ricava immagini paradossali, a tratti scioccanti, che vengono consumate e grattate dall’atto pittorico. Attraverso la libera appropriazione di simboli, immagini, icone moderne compone dei locus amoenus sognanti, dolci, a tratti perversi e inquietanti, abitati da soggetti esclusivamente femminili. L’intento è quello di dare forma e voce a realtà dominate da un’energia sororale, materna, che non esclude momenti sensuali, morbosi o violenti.