La mia ricerca si muove verso il recupero di una gestualità primitiva, espressione di una pittura profondamente emotiva che scava nell'essenza del segno. In occasione della mostra Ensemble, presento un’opera su carta di medio formato. Considero la carta un supporto prezioso, che utilizzo con estrema parsimonia: è il luogo in cui la mia ricerca acquisisce nitidezza, permettendomi di sintetizzare la direzione del mio percorso. In questo lavoro, l'urgenza del gesto si fonde con l'energia del colore, definendo un’immagine volutamente scomposta e disarticolata. Questa de-strutturazione della forma non è casuale,ma nasce per offrire all'osservatore la libertà di ricomporre l'opera secondo la propria sensibilità, trovandovi una risonanza personale e autentica. Il compimento di un’opera è per me un momento di soglia, un paradosso emotivo tra la gratificazione della sintesi e la malinconia per la fine di un viaggio interiore. Ho imparato che l’ascolto di questo equilibrio è fondamentale: fermarsi al momento della saturazione è l’unico modo per preservare l'integrità e la verità del quadro.