Attesa è un dipinto ad acrilico e pastello su tela facente parte della serie “Doveri Coniugali: Castità, Fedeltà e Maternità”. La serie segue, all’interno di una narrazione spezzata e ripetitiva, i rituali di una coppia di sposi. Questi rituali lacerano, deformano e deviano i due personaggi in un degenerare di violenza, sadismo, umiliazione e ordine militare. Così, i loro corpi, da parti costituenti di soggetti, vengono ridotti a oggetti. In Attesa, la sposa si trova in un momento di calma apparente. Lei è in posizione supina, nuda e con il volto velato. Volto completamente anonimo, fatta eccezione per le labbra e il neo, i quali hanno la funzione di segni marcatori della sua esasperata femminilità. La pelle quasi cadaverica si contrappone al seno eretto e al suo turgido capezzolo roseo. Compressa in un caustico verde, lei è completamente passiva alla sua condizione di sposa. Morta e eccitata allo stesso tempo. Il desiderio, necrotizzato e deformato dalle violenze, la attraversa come una condanna separata dalla volontà. La sua sessualità, come la sua postura innaturale, cerca di adattarsi malamente alle leggi che la definiscono nel suo ruolo. Così, si consegna all’ennesimo rituale di deflorazione a cui il suo sposo la sottoporrà; nient’altro che un dovere coniugale.