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Giulia Rinaldi, Lost Contact, 2025

L’opera raffigura due sorelle, una accanto all’altra, in un’atmosfera surreale, non definita nei dettagli come un vago ricordo della nostra infanzia. La sorella maggiore, sulla sinistra, ha gli occhi socchiusi, con lo sguardo vacuo all’apparenza, rivolto verso un punto indefinito. La sorella minore sulla destra, dorme ignara dei pensieri della sorella. L’opera nasce dalla riflessione attorno alla perdita di un legame fraterno; talvolta, pur crescendo insieme all’altro, la distanza fra due persone cresce, portando a percepirsi reciprocamente quasi come sconosciuti, legati da ricordi comuni ma senza che vi sia un legame vivo tra sé. Questa consapevolezza, della distanza dal proprio legame di sangue (reale o possibile), rappresenta nei ricordi di molti un momento preciso. L’opera nasce con l’intento di rappresentare tale momento di consapevolezza, tale sensazione di distanza che si dilata fra due individui talmente vicini da divenire sconosciuti. Il colore media tale sentimento mediante tinte fredde: blu, viola e verde. La resa pittorica verte attorno a diversi gradi di definizione, lasciando la figura sulla destra caratterizzata volutamente da una minor definizione. Lo spazio in cui sono collocate le figure è composto da pochi elementi: un letto ed un cuscino appena accennati, anch’essi lontani da una rappresentazione realistica.