49.

Anita Dal Sasso Ghellar, Caos Gentile, 2025

Quest’opera nasce da una tela trattata con pigmenti e colla, utilizzando un legante molto diluito (1/12 colla e acqua), una tecnica ispirata ai grandi sipari teatrali dipinti. La superficie assorbe il colore in modo leggero e opaco, quasi polveroso, lasciando emergere figure appena accennate, come apparizioni o tracce di scena. Successivamente intervengo con un ricamo a mano che definisco “anarchico”: il filo non segue una regola precisa, ma invade la superficie come un gesto libero, istintivo, quasi nervoso. Il ricamo non serve a decorare l’immagine, ma a interromperla, graffiarla, farla vibrare. Le figure sembrano emergere da un fondale teatrale incompleto: corpi, animali, frammenti organici e vegetali si mescolano senza una gerarchia chiara. Il filo diventa segno pittorico, mentre la pittura si comporta come una memoria fragile, pronta a scomparire. Mi interessa il rapporto tra controllo e perdita di controllo: la tecnica tradizionale del sipario, legata all’illusione scenica, incontra un gesto manuale più istintivo e contemporaneo. Il risultato è una superficie che sembra viva, in continua trasformazione, come se l’immagine fosse ancora in prova, ancora in movimento.