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Elia Strazzacappa, Inamabile, 2024

La mia ricerca si sviluppa attraverso la costruzione di un immaginario deliberatamente irrisolto e parzialmente sabotato, in cui personaggi, forme e tensioni convergono contraddicendosi e sovrapponendosi in cerca di una propria autonomia. Le immagini e le situazioni che costruisco si mantengono in una condizione precaria, uno stato di incertezza ad alto potenziale in cui il significato è continuamente suggerito e contemporaneamente ritirato. Negli ultimi anni ho accumulato un archivio di forme e concetti, immagini familiari ma distorte e incompiute, che definisco “immaginari abortiti”. Questi frammenti costituiscono un sistema aperto in costante evoluzione e mi permettono di utilizzare le ricorrenze stilistiche (personaggi, forme, palette cromatiche, decisioni installative) come strumenti operativi, rendendo l’identità visiva un medium flessibile e attivabile a seconda dei contesti.