54.

Ludovica Anversa, Lunare Lucida, 2024

Questo piccolo dipinto condensa le tensioni centrali della mia ricerca. Una struttura pulsante emerge come un organo ambiguo, attorno al quale si dispongono elementi ovali segmentati simili a vertebre, uova o residui organici. L’immagine non si stabilizza, ma affiora dalla superficie più che essere costruita su di essa. La materia pittorica lavora per velature, generando una qualità ottica ambigua, a metà tra immagine diagnostica e impronta. La simmetria instabile suggerisce un principio di organizzazione interna. Ciò che appare è una presenza latente che continua ad agire sotto la superficie, in uno stato intermedio: un corpo in formazione o in dissoluzione, attraversato da forze che lo configurano e lo destabilizzano. Le mie semi-astrazioni sono frammenti del vocabolario pittorico che ho sviluppato negli anni, non propriamente soggetti figurativi. Ricorrono elementi simili ad ossa, membrane, gusci, vulve, atmosfere allucinatorie e nebbiose. Al concetto di rappresentazione, preferisco l'idea di evocare degli stati. Non mi interessa costruire immagini leggibili, ma indagare uno spazio in cui il riconoscibile si sfalda e la materia si muove.  Le forme che dipingo sono simmetriche, organiche e instabili: potrebbero appartenere a un corpo o a una memoria del corpo, a un paesaggio interiore o a una condizione biologica non ancora nominabile.