Questo piccolo dipinto condensa le tensioni centrali della mia ricerca. Una struttura pulsante emerge come un organo ambiguo, attorno al quale si dispongono elementi ovali segmentati simili a vertebre, uova o residui organici. L’immagine non si stabilizza, ma affiora dalla superficie più che essere costruita su di essa. La materia pittorica lavora per velature, generando una qualità ottica ambigua, a metà tra immagine diagnostica e impronta. La simmetria instabile suggerisce un principio di organizzazione interna. Ciò che appare è una presenza latente che continua ad agire sotto la superficie, in uno stato intermedio: un corpo in formazione o in dissoluzione, attraversato da forze che lo configurano e lo destabilizzano. Le mie semi-astrazioni sono frammenti del vocabolario pittorico che ho sviluppato negli anni, non propriamente soggetti figurativi. Ricorrono elementi simili ad ossa, membrane, gusci, vulve, atmosfere allucinatorie e nebbiose. Al concetto di rappresentazione, preferisco l'idea di evocare degli stati. Non mi interessa costruire immagini leggibili, ma indagare uno spazio in cui il riconoscibile si sfalda e la materia si muove. Le forme che dipingo sono simmetriche, organiche e instabili: potrebbero appartenere a un corpo o a una memoria del corpo, a un paesaggio interiore o a una condizione biologica non ancora nominabile.