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Francesco Pacelli, Butterflies (the future is nonexistent), 2024

L’opera allude sicuramente a una dimensione figurativa. Eppure, il soggetto non si colloca in uno scenario di perfetta definizione. Un piatto, forse un tavolo, soggetti ambigui sopra di essi. Ma anche corpi dai motivi geometrici, ali di farfalla, estrapolazioni visive da antichi manuali di fisiognomica. La foglia d’oro come simbolo alchemico di elevazione spirituale. L’idea è di presentare un corpo disgregato, allusivo, che possa attivare lo sguardo dello spettatore. L’idea è di porsi in dubbio rispetto a cosa si sta osservando, non riuscendo a dare una risposta definitiva in quanto non esistente. Le possibilità del reale sono infinite e c’è ancora molto da scoprire. Incasellare la realtà all’interno di un qualcosa di confortante, di rassicurante in quanto immediatamente riconoscibile può essere a volte un limite rispetto alla potenzialità offerta dall’esperienza artistica. Questo lavoro parla delle innumerevoli possibilità di lettura che possono essere generate da una stessa esperienza, da un evento, da una fenomenologia. È un atto di introspezione interiore, piuttosto che il desiderio di descrivere formalmente qualcosa di specifico. Sono escamotage per un dialogo, con noi stessi e con gli altri, sulle modalità diverse di lettura del reale.