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Marta Galbusera, Your Life is going to be, 2026

L'opera si manifesta come un palinsesto di segni dove il rigore del supporto — la carta millimetrata con la sua griglia geometrica — viene costantemente messo in discussione da apparizioni diafane. Il titolo, "Your Life is going to be", agisce come una soglia aperta, una frase troncata che rifiuta di farsi profezia per diventare invece un innesco poetico. È un’offerta di smarrimento che trasforma la vertigine del precipizio in una forma di resistenza reale: l'artista non illustra il divenire, ma ne cattura la persistenza attraverso la precisione di un dettaglio che si fa varco. Ogni elemento, dalla vibrazione del colore alla fragilità del segno che incide la trama della carta, concorre a creare un'immagine che non si esaurisce nello sguardo, ma continua ad abitare il tempo come un’interrogazione muta. L’opera trova la sua compiutezza nel momento in cui smette di essere un racconto per farsi presenza autonoma, un enigma solido che rivendica il diritto all'indecifrabile. In questo equilibrio tra la razionalità della griglia e l'imprevisto del gesto, "Your Life is going to be" si pone come un atto di resistenza contro la velocità del consumo visivo contemporaneo, riaffermando il valore della lentezza e della stratificazione della memoria.