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Andrea Grotto, Di Visi Paesaggio, 2024

Di Visi Paesaggio è un dipinto che si colloca all’interno di una lunga ed elaborata riflessione sul paesaggio, tematica che funge da baricentro della mia indagine artistica sin dai suoi esordi. Solitamente il processo generativo dei miei lavori non segue una traiettoria lineare: durante la fase di progettazione delle immagini preparatorie, la suggestione visiva iniziale agisce come un magnete, catalizzando frammenti iconografici provenienti da contesti distanti e apparentemente slegati tra loro, ma in grado di innescare una narrazione enigmatica ed attraente allo stesso tempo. La genesi di questo dipinto è una foto che ritrae mia moglie davanti allo specchio, scattata durante la pandemia nel 2020. Quel frangente storico, segnato dalla clausura forzata della pandemia, ha operato un cambiamento nella nostra percezione del reale, trasformandoci da attori sociali in osservatori statici di una temporalità dilatata. Il dipinto si cristallizza nel momento in cui l’identità del soggetto e il suo riflesso — colti nel gesto quotidiano di truccarsi — vengono interrotti e separati dall’inserimento di una cartolina raffigurante un paesaggio alpino. L’immagine di una località montana non è un semplice elemento decorativo, ma una cesura spaziale e temporale. L’interferenza della cartolina altera la funzione ottica dello specchio: la superficie riflettente non restituisce più l’immagine fisiognomica, ma in questa sovrapposizione, il paesaggio funge da nuovo specchio, sostituendo il riflesso immediato con la persistenza della memoria. Il risultato è un’immagine stratificata dove l'atto del guardarsi si trasforma nella contemplazione di un altrove, in cui lo spazio domestico si popola di memorie collettive e personali.