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Emanuele Moretti, La decisione presa in silenzio, 2026

L’opera La decisione presa in silenzio nasce da una riflessione sul momento in cui una trasformazione interiore prende forma prima ancora di diventare gesto o parola. Mi interessava lavorare su uno stato sospeso, quasi invisibile, in cui qualcosa sta accadendo ma non è ancora completamente definito. In questo senso il dipinto non rappresenta un’immagine riconoscibile, ma cerca piuttosto di costruire una condizione percettiva ed emotiva. L’utilizzo dell’olio e della resina accentua la dimensione fisica e luminosa della superficie. La luce non si limita a illuminare il dipinto, ma entra nella materia stessa, producendo profondità e vibrazioni che cambiano in relazione allo sguardo e alla distanza dello spettatore. Mi interessa che l’opera venga percepita non solo come immagine, ma come esperienza sensibile. Anche il titolo gioca un ruolo importante: La decisione presa in silenzio allude a quei cambiamenti interiori che maturano lentamente, in modo quasi impercettibile, prima di manifestarsi nel mondo esterno. Non si tratta di una decisione narrativa o esplicita, ma di un passaggio interno, intimo, che riguarda il rapporto tra percezione, memoria ed emozione. L’opera invita quindi a un’esperienza lenta e aperta, in cui ogni osservatore può trovare una propria possibilità di attraversamento e interpretazione.