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Ilaria Costaglia, Niente di grave, 2026

Niente di grave presenta il ritratto di una figura femminile, una presenza immersa in uno spazio boschivo scuro ed instabile, in cui la vegetazione spinosa sembra quasi muoversi e oscillare in un moto ondoso di liane. Il volto chino, gli occhi rivolti verso il basso e l’assenza di un contatto diretto con lo spettatore danno l’impressione di essere entrati nello spazio personale della protagonista, in un sottobosco che non appare come un luogo rassicurante o romantico, ma come uno spazio mentale, vivo e inquieto. In contrasto con le tinte scure emerge con forza il segno turchese acceso che attraversa l’immagine: una linea luminosa, irregolare, simile ad una comune rete da giardino, illuminata da una forte fonte di luce. Il titolo Niente di grave crea un contrasto diretto con l’atmosfera dell’opera. Davanti all’immagine emerge infatti una sensazione di intimità e vulnerabilità che sembra smentire la leggerezza apparente della frase.