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Riccardo Albiero, Quiet the room, 2025

Riccardo Albiero ha dato vita a una sua personale narrazione tramite un caleidoscopio di soggetti che si ripetono in ogni lavoro: i levrieri. In origine cani da caccia, i levrieri simboleggiano la ricerca, il desiderio di conoscenza, inteso come la spinta a svelare il mistero che si cela dietro le cose: un tentativo di accedere al principio profondo da cui origina la realtà. Questi animali dalle tinte fantastiche si muovono spesso all’interno di “stanze metafisiche”, dove l’architettura e lo spazio sono lo specchio di un mondo interiore/spirituale in cui i levrieri sembrano sulle tracce di una preda ignota e, come tale, irraggiungibile. La rappresentazione della figura umana nei dipinti di Albiero si limita al genere del ritratto di un’umanità concepita in quanto miracolosa, che si manifesta senza compiere alcuna azione, pallida come un fantasma, dagli occhi intensi ma vitrei come quelli di un trapassato: anticamera del mistero che si cela sotto la pelle della pittura.