Le opere di Alessandro Giannì partono spesso da un elemento visivo campionato dalla rete che viene poi sottoposto a una dinamica mutante fatta di moltiplicazioni, sovrapposizioni, distorsioni e rispecchiamenti in forma pittorica. Anche se Giannì attinge dal mondo digitale, a spiccare è la sua predilezione per una tecnica “antica” come quella dell’olio su tela. Nella sua ricerca sono presenti diverse tipologie di lavori, sia di natura tradizionale (la pittura, il disegno e la scultura), sia di natura tecnologica (il video, l’animazione, la stampa 3d e la virtual reality). Nel 2020 dà vita a "VASARI": un'intelligenza artificiale capace di emulare il suo processo creativo e concettuale, diventando un “assistente” durante la produzione di nuove opere pittoriche. Il software, dopo aver studiato il lavoro di Giannì e le immagini del suo archivio, è in grado di elaborare degli sketches digitali in base a determinate indicazioni, che diventeranno poi delle pitture ad olio che l’artista dipingerà su tela. Questo processo è un chiaro riferimento alle botteghe dei grandi artisti del Rinascimento, dove i giovani artisti apprendevano dai maestri le tecniche e i procedimenti fondamentali per l’esecuzione dei dipinti, emulando alla perfezione il segno del maestro con la stessa precisione di un algoritmo.