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Fabiano Vicentini, Slides, 2025

Slides è un’opera che fa parte di una serie ispirata a un luogo specifico: le piscine. Le piscine pubbliche, quando sono vuote, assumono un aspetto spaesante. Un attimo prima sono animate da persone, voci e schizzi d’acqua; quando invece rimangono vuote, gli oggetti utilizzati durante il giorno per i corsi di nuoto perdono la loro funzione e sembrano prendere il controllo dello spazio. Scivoli, tubi di gomma, palloni gonfiabili e salvagenti popolano il bordo vasca, dando vita a uno spazio liminale. A partire da questa suggestione, ho costruito dei piccoli set con fogli di gomma e plastilina. Interagisco con questi materiali tagliando, modellando e incollando in modo spontaneo e ludico, creando strutture senza un punto preciso di inizio o di fine. Questi elementi diventano poi i protagonisti dei quadri. Attraverso la pittura, queste forme vengono trasformate in ambienti sospesi e ambigui, in cui gli oggetti sembrano perdere la loro funzione originaria per assumere una presenza quasi autonoma. Lavoro spesso in serie e i soggetti cambiano di volta in volta: possono ricordare agglomerati urbani, rovine, dettagli architettonici, prospettive di interni domestici. Le immagini nascono da un processo molto fisico e spontaneo. Parto da materiali e oggetti quotidiani, elastici, plastilina, pezzi di gomma, scelti per la loro capacità di attirare la mia attenzione e suggerire possibilità formali. Li taglio, assemblo e trasformo in modo intuitivo, fino a far perdere loro la funzione originaria. La pittura diventa il passaggio in cui questi assemblaggi vengono tradotti in spazi costruiti: i soggetti non vengono rappresentati in modo descrittivo, ma emergono come ambienti possibili, dove gli elementi si comportano come resti, strutture o presenze che definiscono il luogo più che raccontarlo.