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Edoardo Ongarato, Nagi paradise, 2025

La ricerca di Edoardo Ongarato si sviluppa tra installazioni, pittura e video, spesso su supporti non convenzionali e in scala ambientale. L’artista indaga la percezione come esperienza fluida e trasformativa, esplorando le soglie tra visibile e invisibile, presenza e assenza, conscio e inconscio. Luce, suono e immagine si intrecciano per generare spazi sensibili, talvolta attivati dalla partecipazione del pubblico. L’indagine si focalizza su autoalterazione, post-rave e percezione espansa, intesi come strumenti di esplorazione individuale e collettiva. Il linguaggio, concepito non solo come codice ma anche in quanto esperienza, si manifesta in forme transitorie e instabili, aprendo possibilità di senso in divenire.